Come quando è primavera e tu aspetti ancora di fiorire.

Io sono quel genere di persona che alla primavera arriva sempre decisamente impreparata.

Smalto sulle unghie dei piedi non pervenuto (ma davvero ci sono donne che le portano laccate durante tutto l’inverno?! E soprattutto: perché?!?), un guardaroba total-black da cui mi è davvero molto difficile prendere le distanze, uno stato complessivo di capelli, occhiaie e bulbi piliferi che darebbe da mangiare ad estetista e coiffeur per almeno un anno.

Arriva la primavera ed io ho tutto fuorché lo stesso umore degli uccellini che cinguettano beati sui rami degli alberi (gli stessi che ti cagano sul lunotto posteriore – poi dici perché non porto a lavare la macchina!). Arriva la primavera ed io – secondo gli psicologi – dovrei aver voglia di (non precisamente in questo ordine) innamorarmi, fare sport, mangiare sano ed affacciarmi al mondo con serenità. Ma dal momento che le uniche voglie che sento di avere sono quelle di dormire (più precisamente, di essere messa in coma farmacologico) e di mandare a quel paese la metà delle persone di mia conoscenza, le possibilità sono due: o sono gli psicologi a non capirci un cazzo oppure sono io ad essere il problema. E comunque se è vero che “nessuno può mettere Babi in un angolo”, è altrettanto vero che “nessuno può mettere la Nutella di Babi in un angolo“. Fosse pure il 31 di Maggio.

 

Arriva la primavera ed io mi sento persa come quando (spoiler alert!) abbiamo scoperto che avremmo dovuto fare a meno del Dr Shepherd. Per sempre.

Arriva la primavera ed io mi rincoglionisco come le vecchie alla sala Bingo (“Ma ha detto dodici o tredici?!“): non riesco a stare dietro alle scadenze, metto la sveglia alle sette ed apro gli occhi alle nove, mi sento produttiva come i tweet di Flavia Vento. 

 

Arriva la primavera ed io, tra lavoro e studio, non riesco a godere della bellezza delle giornate che si allungano. Ed anche nei miei giorni off mi perdo l’alba perché sono troppo stanca per fare le ore piccole, mi perdo i tramonti (al mare, dal balcone) perché sono troppo stanca perfino per uno spritz con le amiche: stanca, si, arriva la primavera ed io sono stanca. Da morire. E non c’è integratore vitaminico che tenga.

Metà del mondo esulta per i prati in fiore ed io invece c’ho l’ansia anche solo ad avvistare il primo bocciolo della buganvillee: è tardi, è arrivata la primavera ed io sono decisamente impreparata.

Nel fisico, nello spirito, nell’umore.

 

Come quei rami di ciliegio che proprio non vogliono saperne di fiorire. Come quei bulbi di tulipano che hai riportato dal tuo ultimo viaggio ad Amsterdam e col cazzo che si sono schiusi. Come quando è tutto in fiore, tranne il tuo giardino. Come quando “Fiorivi, sfiorivano le viole” la dedicano ad un’altra e non a te.

 

avrai

AVRAI.

Avrai. Migliaia di scalini da salire, strade da percorrere a fari spenti, luoghi in cui sopravvivere. Avrai giorni bui in…