Quel lieve tuo candor…



Si dice che il bianco sia uno dei colori cult di un guardaroba che si rispetti: camicia bianca taglio boyfriend, panama bianco, abito bianco in sangallo. White is the new black. Si, ma a tutto c’è un limite.
Vorrei infatti chiarire ai maschietti in ascolto, che questa perla di alta moda non deve di certo incoraggiarli nel continuare ad indossare i due capi di abbigliamento più discutibili del XXI secolo: il calzino di spugna e la canottiera da muratore. Bianchi. Dio mio che orrore.
Speravo che dopo l’apoteosi raggiunta negli anni ’90, tra una puntata di Primi Baci e Bim Bum Bam, la sorte di questi due indumenti fosse finalmente giunta al declino. Al baratro, per la precisione.
 
Il calzino bianco di spugna, dello spessore e della consistenza di un tocco di mortadella, è in grado di azzerarmi la libido e ogni buona intenzione . Per non parlare di quello in flanella, slabbrato come l’elastico delle mutande di Fantozzi, che non sta né giù né su. Entrambi, sia appena percepibili da sotto l’orlo del pantalone,  sia ostentati con orgoglio sotto improponibili bermuda mimetici, sono, a mio parere, l’emblema del cattivo gusto. Io una cosa del genere non l’avrei potuta sopportare neanche in Leonardo Di Caprio ai tempi di “Titanic” nella scena di sesso folle nell’automobile. Se fossi stata Rose, l’avrei guardato negli occhi, con un misto di orrore e di schifo, e avrei sentenziato : “Leonà, ma ti pare il caso?” 
C’è chi sobriamente lo indossa con le scarpe da ginnastica (e ci può pure stare, basta che sia corto e invisibile), chi lo ostenta con l’immancabile scarpa nera (nei casi peggiori si tratta di un mocassino) manco fosse Don Vito Corleone ai tempi de “Il Padrino” e chi infine lo abbina a fascianti sandali da pensionato (ma in genere questa perversione fashion appartiene a tedeschi o americani over 50).
La canottiera bianca, emblema dei nerboruti muratori degli spot anni ’90 della Coca Cola, a me più che altro fa venire in mente i pensionati  al bar sotto casa. Non critico certo chi la indossa per esigenze di freddo (anche se intravedere le sue linee anti-sesso al di sotto della camicia non è proprio il massimo), critico piuttosto chi la esibisce come se fosse una camicia di Versace o l’ultima tee cult di Marc Jacobs. Per lo più si tratta di coatti in libertà vigilata o di surfisti di Ostia Beach: cari i miei sedicenti fashion victims, se pensate che indossarla con capezza d’oro&pantalone giro-chiappe vi faccia sembrare 2Pac vi sbagliate di grosso. Se pensate che abbinandola ad un paio di bermuda fiorati e alla vostra faccia da pirla, vi faccia passare per l’ennesimo commesso di Hollister, non siete mai stati più lontani dalla verità. Andatevi a comprare una maglietta decente, una camicia, una tuta ignifuga, qualsiasi cosa che non sia quel pezzo di cotone bianco ( magari a costine).


Lasciate che il bianco vesta le spose, le suore e le cassiere. Per i vo
stri piedi e per la vostra panza trovatevi un altro colore del piffero.

(N.B. ammetto che durante la scelta delle foto dei fusti in canottiera sono stata quasi tentata di cancellare il post. Ma ho resistito, in nome del glamour. )