Quelle che gli uomini li trovano sotto ai cavoli.

Io non so come facciano, ma ci sono donne che non fanno in tempo a lasciarsi, che subito trovano un degno rimpiazzo con pacco a sorpresa nelle mutande. Non mi riferisco solo alle celebrity, che voglio dire, dal momento che albergano nel paese dei balocchi del testosterone, è normale che passino da un imprenditore ad un calciatore con la stessa velocità con cui io passo dal secondo al dessert. Mi riferisco piuttosto a donne comuni (dotate di normale conto in banca e di bellezza entro la media nazionale) che riescono a trovare maschi su maschi con estrema facilità. Spesso mi chiedo se non sia io ad avere qualche problema in fatto di tempistica: sarà che tra una relazione e l’altra, impiego circa un annetto a leccarmi le ferite, a ricomporre la mia autostima precedentemente spiaccicata sotto le scarpe e soprattutto a guardarmi attorno. Anzi, a guardarmi attorno sono bravissima: ci metto circa mezzo secondo ad innamorarmi del barista sotto casa o del dottorino in corsia, più difficile mi è invece conoscere un maschio dominante con cui valga effettivamente la pena fare due chiacchiere e tutto il resto che ne consegue.
Ebbene, io ho amiche che potrebbero aprire un’agenzia di collocamento per maschioni single: attenzione, non mi riferisco all’amica bagascia che, ahimè, è una variabile comune nel proprio giro di amicizie, quella che sembra che gli uomini se li faccia per pietas, per vocazione, piuttosto che per qualsivoglia necessità fisica/sentimentale. Mi riferisco invece a quelle amiche che sono in grado di intraprendere relazioni più o meno serie, con ragazzi tutto sommato carini, simpatici e dotati di congiuntivo e di verbo avere con l’acca: il giorno prima si lasciano e il giorno dopo fatalità vuole che incontrino l’ennesimo principe azzurro. O l’ennesimo pirla, questo ovviamente dipende da quanto siano fortunate. 

Mi sembra lecito domandarmi perchè per qualcuna di noi il principe azzurro non esista, e per quale motivo per altre ne esistano addirittura più di uno. Ora mi è chiaro perchè nel mondo ci sia un uomo ogni sette donne: se le tue amiche che si scambiano uomini manco fossere figurine Panini, ce ne hanno quattordici a disposizione ogni mese, mi sembra logico che tu, insieme alle altre sei sfigate, ti debba dividere l’unico maschio rimasto in circolazione. Poi dici che noi donne siamo competitive, e-te-lo-credo-bene.
Inutile dire che tu donna sfigata, che per trovare un nuovo fidanzato impieghi lo stesso tempo che tua nonna impiega per trovare il tasto d’accensione di un netbook, un pò di invidia verso le tue amiche sculate la devi nutrire: parliamo di sana invidia, ovviamente, di quella invidia mista ad ammirazione, che-come-fa-quella-a-trovarli-lo-sa-solo-lei. 
Non so se sia una questione di accontentarsi: indubbiamente la donna che passa di fiore in fiore, poco sta a chiedersi se si tratti di un tulipano o di una margherita, l’importante è che ci sia lo stelo. E ci siamo capite. Forse le suddette fanciulle hanno un’ottica più disincantata e pragmatica della vita: forse hanno archiviato del tutto le false aspettative con cui veniamo ampiamente nutrite nella prima infanzia e durante l’adolescenza. 
Prima Ken. Poi John Smith. Poi Leonardo Di Caprio.
Sono quelle che si sono svegliate per prime dal sonno della bella addormentata di sta ceppa, quelle che hanno capito che chi troppo vuole nulla stringe. Quelle che l’uomo-perfetto-chissene-frega. D’altronde esiste sempre la chirurgia plastica e il Cepu. Noi donne dai tempi lunghi probabilmente conserviamo ancora degli standard di scelta troppo sofisticati, forse ancora non ci siamo arrese alla umanità e all’imperfezione del sesso opposto. Come invece sarebbe giusto fare sin da subito.

Bello si, ma non troppo. Ma neanche troppo cesso.
Simpatico ma non egocentrico.
Riservato ma non timido.
Romantico ma non da coma diabetico.
Animalesco sotto le lenzuola, ma possibilmente delicato.
Intelligente ma non secchione.
Intellettuale ma con gli addominali.
Poetico ma testosteronico.
Bravo ragazzo ma con la faccia da cattivo.
Che piaccia a tua madre e a tuo padre, ma anche ai tuoi amici. 
Che scherzi con le tue amiche ma senza infilargli la lingua in bocca.
Che ti voglia bene ma che un pò lo stronzo lo deve fare.
Che ti assecondi ma che non faccia da zerbino.
Che ti faccia dei regali ma che non pensi che possa comprare il tuo amore.

Devo continuare?


La verità è che noi donne spesso pretendiamo troppo: tesoro, non puoi pretendere che abbia il faccino di Jude Law e contemporaneamente la stessa attitudine alla cucina di Benedetta Parodi. Non puoi vivere con la speranza che esista un uomo che ti sappia cantare de l’amor che move il sole e le altre stelle e che al tempo stesso ti sbatta al muro come una sottilettà sul pancarrè. Spesso sembra che più che un fidanzato, cerchiamo una polizza sulla vita. E sulle delusioni d’amore.

Mi capita spesso di invidiare la frivolezza di alcune donne di mia conoscenza, quelle che non puntano al per sempre, ma al carpe diem. Quelle che si risparmiano un sacco di paturnie  e di colpi da incassare. Quelle che flirtano con l’idraulico o con il figlio di papà, mentre tu, da brava Carrie della situazione, stai ancora raccogliendo i cocci.

C’è però da dire che, si, saremo pure donne dai tempi lunghi e dalle grandi speranze, saremo pure quelle che le pezze se le ricuciono da sè, ma nel frattempo abbiamo imparato a goderci le amiche e i nostri momenti di solitudine. 
Noi siamo quelle che hanno capito che non basta mangiare uomini come-se-non-ci-fosse-un-domani per essere Wonder Woman.
Noi siamo quelle che cadono e si rialzano da sè, quelle degli aperitivi con la migliore amica, quelle degli straordinari al lavoro, quelle che se-ci-scappa-un-maschio-bene-sennò-c’è-sempre-la-vaschetta-gelato. O un nuovo (favoloso) paio di scarpe.