Quelle che…se non si vestono di nero, gli pare brutto.

Ho capito. 
Si, si, ho capito che non è colpa tua.

Ho capito che la colpa è di Colazione da Tiffany, di Victoria Beckham e dei Placebo, però, dolcezza, cerca di darti una regolata: non è che poichè il nero è stato eletto dai guru della moda come emblema di classe e sofisticheria, è necessario che tu lo indossi, che so, anche al Carnevale di Rio o alla recita scolastica di tuo figlio. Molte donne decidono di vestirsi di nero perchè almeno-così-non-sbaglio. Certo, non tutte possono permettersi di osare un chemisiér giallo canarino o un panta a zampa d’elefante Missoni, ma, santa Coco, esistono anche il blu scuro, il verde bosco, il borgogna e il grigio. 
In particolare io mi accanisco nei confronti di quelle che eleggono il total black come divisa di ordinanza:  indipendentemente dal fatto che sia il giorno delle nozze della migliore amica o il compleanno del loro fidanzato, esse in ogni caso si rifugiano nel solito tubino nero, che s’è un attimino rotto i bottoni di essere tirato fuori dall’armadio per ogni minima cavolata. 
Io sono un “little black dress”, mica un paio di jeans delavè!

Parliamone. Parliamo poi di tutte le giovani laureande che decidono di vestirsi in giacca e gonna rigorosamente neri: allora, ragazze mie, a meno che non sia espressamente previsto dal vostro ateneo o a meno che nel frattempo non stiate prendendo anche i voti, per tutti i fashion stylist del mondo, lasciate sulla gruccia quel tailleur nero e mettetevi qualcos’altro. A volte più che ad una laurea mi sembra di assistere ad un meeting di giovani vedove di caduti al fronte. Cacchio, è la vostra laurea, mica un concerto dei The Cure!


Si, lo so.


Lo so che il nero snellisce che-manco-le-diete-della-WeightWatchers, ciò non dovrebbe però farti balenare in mente la possibilità di indossare un tubino tre taglie in meno della tua: non è che in rosa sembri Antonella Clerici e bidi-bobidi-bù, in total black, cacciano via a calci in culo Candice Swanepoel da Victoria’s Secret per dare il posto a te. Ti puoi vestire di nero quanto ti pare, ma se ti fasci nella tutina di Cat Woman dubito che la tua taglia possa ancora essere annoverata tra i misteri di Fatima. Oltre che sul colore, dovresti concentrarti sul tipo di tessuto: una canotta in maglina e a coste farebbe sfigurare anche il punto vita di Eva Riccobono, così come una minigonna inguinale in ecopelle potrebbe far sembrare una battona perfino l’angelica Kate Middleton. (non che non mi dispiacerebbe vederla ogni tanto con indosso qualcosa che non sia la solita gonna a quadri e il cappellino con cesto pasquale incorporato.)

Hai ragione.

Si, hai perfettamente ragione nel dire che il nero sta bene con tutto, anche se, detto tra noi, se potessi evitare di abbinarlo al rosso Cina o al viola “strega di Halloween”, ci faresti, senza alcun dubbio, un grosso favore. Il fatto che sia un colore versatile non dovrebbe poi autorizzarti ad indossarlo come-se-non-ci-fosse-un-domani, con la puerile convinzione che, come lo metti-metti, farai sempre la tua porca figura. Più che di porca figura, qui parlerei di porcata: un minuto di silenzio per i top neri in paillettes sfoggiati alle ore dieci del mattino, un minuto di raccoglimento per gli stivali neri a punta abbinati ad una gonna marrone. Cara, anche se il nero è considerato un vero e proprio pass-par-tout, ti assicuro che abbinato alle spalline color carne del tuo reggiseno preferito, sta come il pecorino sulle cozze: una vera cagata. Quindi, o ti compri un top a fascia o eviti di indossare quell’abito bustier nero con la biancheria colorata ben in vista. I miei occhi ti ringraziano.

E’ vero.

Si, è vero che anche la celebre giornalista di moda Nina Garcia cita tra i capi must-have un delizioso abitino nero da cocktail. Ma voglio dire, uno. Al massimo un paio. Non è che Nina t’ha detto “fatte un guardaroba paro paro a quello di una a cui gli è morto il marito l’altro ieri”. Nina non ti ha dato il nulla osta per vestirti come Jane Eyre solo perchè, manco a farlo apposta, ha intitolato “The Little Black Book of Style” uno dei suoi vademecum fashion. (che tra l’altro vi consiglio assolutamente
di acquistare!) Dico, sweetheart, un pò di elasticità mentale. Il nero va bene, si. Il nero è cool, il nero è up-to-date, ma fino a ‘na certa. Soprattutto avrei qualcosa da ridire in fatto di make-up: mi chiedo da una vita cosa spinga una ragazza, che abbia ormai archiviato da anni la sindrome da Avril Lavigne e i poster degli Evanescence, a ripassarsi il contorno occhi con il kajal nero. Manco la matita nera, proprio il kajal. Cara, cosa ti fa pensare, che dopo sei ore di vita universitaria, il fatto di arrivare all’ora di pranzo con la matita fin sotto le ginocchia ti faccia sembrare più faiga? Non sei figa manco per un cavolo, a dirla tutta sembri una tizia di Bollywood che ha ballato ininterrottamente per otto ore sulle note di Say Shava Shava. Sfatiamo poi il mito che l’eye-liner nero alla Marylin Monroe doni indistintamente a tutte: sinceramente su certe tizie sul bagnasciuga di Ostia o durante la lezione di pilates, piuttosto che “A qualcuno piace caldo“, fa molto “A qualcuno piace rozzo“.



Un total black fa la differenza se sfoggiato al momento giusto e non solo perchè così fan tutte
Spesso sono poi i dettagli in nero a fare di te una vera outsider:
Un magnifico maglione di cashemere.
Un paio di guanti in ecopelle.
Una faux fur alla Kate Moss.
Un paio di ballerine in vernice.

Vestirsi di nero con la convinzione di risultare impeccabile 
(nonostante la ricostruzione unghie di dieci anni fa, 
il mollettone giallo nei capelli e il rossetto alla Beverly Hills 90210)
è come ricoprirsi di brillanti dalla testa ai piedi per sembrare 
una giovane promessa della Upper East Side, 
dimenticandosi che, come diceva la cara Holly Golighlty:
 “I brillanti prima dei quaranta fanno (tremendamente) cafona”.