Ragazze in prova.



Non so se vi siete rese conto che siamo a Marzo. Non so se vi siete rese conto che il piumino ha cominciato a prendere polvere nell’armadio già da un paio di settimane e che i centimetri di pelle da esporre aumenteranno giorno dopo giorno.
A giudicare dalle vostre espressioni avvilite direi proprio di si. Alla luce delle vostre ore spese tra il total work out e la lezione di yoga, deduco che abbiate colto il punto già da tempo. 

Si, siamo nella merda.


Mi sembra ieri quando ci rotolavamo felici nello zucchero a velo del pandoro Bauli o quando non sapevamo se addentare prima l’abbacchio o lo sformato di zucchine: tanto c’è tempo.

Di tempo ce n’è sempre troppo nella vita di una donna: nove mesi per avere un figlio, una settimana di tempo tra una puntata di Gossip Girl e l’altra, un quarto d’ora buono per far asciugare lo smalto e un’ora abbondante prima che quell’imbecille con cui stai uscendo da un pò risponda al tuo sms. Stendendo un velo pietoso sulla qualità dell’asciugatura dello smalto, per non parlare di quella del contenuto del messaggio dell’essere taurino sopracitato (Si. Ok. Decidi tu. – manco fosse un cardiochirurgo impegnato con una sostituzione di un bypass), mi chiedo invece perchè il tempo che intercorre tra la fine delle abbuffate invernali e l’inizio della stagione estiva, voli via come i piccioni in Piazza San Marco.
Non facciamo in tempo a mandar giù l’ultimo bignè alla crema (questo è l’ultimo, lo giuro) che già siamo costrette a stenderci a terra, con una tutina ginnica da far sfigurare Geri Halliwell ai tempi di “It’s raining men”, e intraprendere l’ennesima serie di addominali. 


Che schifo di (punto) vita.


Se a noi fanciulle è chiaro già da un pezzo che sarebbe bene mettere via forchetta e coltello ed impugnare  pesetti e bilanciere only, a quegli stronzi delle emittenti televisive deve essere sfuggito qualcosa.
Non bastava mia nonna e i suoi piatti frittura eau de toilette, non bastavano soprattutto mia nonna e mia madre insieme che mi vedono costantemente deperita e inappetente, solo perchè mi rifiuto di mangiare duecento grammi di pennette al sugo di cinghiale. Non bastavano le cene fuori con il tuo lui tra San Valentino&mesiversari, nè tanto meno quelle con le tue amiche:


Il compleanno di quella, la laurea di quell’altra, la festa a sorpresa per cosetta, la cena con quelle della palestra, la rimpatriata tra amiche del liceo. E alla pizzata con le ragazze dell’università che fai, non ci vai? Hai davvero il coraggio di mancare all’inaugurazione del bar della prozia della tua migliore amica?

Una vita passata a mangiare. Una vita passata a dare tormento al metabolismo, che rimpiange il primo dopo guerra, le carestie e l’amore ai tempi del colera.
Si dice che la televisione sia da sempre la migliore amica degli italiani. A me viene spontaneo pensare: bell’amica di merda. La tv di oggi predica bene e razzola male: dice che ci sono sempre più bambini cicciottoni e nel frattempo trasmette le facce lobotomizzate dei ragazzini kinder, si, quelli che da grandi vogliono fare gli astronauti e gli allevatori di cavalli, quindi, per quale motivo non dovremmo abbottarli di merendine e cioccolato?
La tv straparla della dieta Dunkan e di quella dell’ananas brucia grassi, per poi propinarci mezz’ora dopo l’ennesimo Andrew Howie e il suo kinder bueno, ricordandoci che esisterebbero tanti altri modi per perdere peso. Ricordo poi vagamente un certo Luca che aveva detto no al colesterolo, insieme ad un’altra sciacquetta di nome Maria, chissà che fine avranno fatto: eclissati come i Jalisse, dimenticati come Little Tony, staranno in qualche tristissimo appartamento di Milano a sniffare gelati Valsoia. (Ma li fanno ancora?)


Ormai in televisione si vedono più mattarelli e parannanze che culi e tette siliconate. Più si avvicina l’estate e più mi sembra che i programmi di cucina si moltiplichino come i fidanzati di Paris Hilton: non esiste canale televisivo che risulti incolume da questa febbre da fornelli. Non si fa altro che parlare di flambè, entrecote, involtini e marron glacè.

Le pioniere del mestiere, come Antonellona nazionale e Benedetta Parodi, hanno definitivamente spodestato a colpi di frullatore e scolapasta la povera Suor Germana: un tempo c’era solo lei a cucinare e a dispensare ricette a destra e manca. Ora poi si sono messi a spadellare anche i maschietti: uno fra tutti, Alessandro Borghese, ex vitellone da esposizione, ormai lievitato (ahimè) a furia di ripassate in padella e assaggini in giro per l’Italia. E vogliamo forse parlare di Chef Ramsey e le sue cucine da incubo? Vogliamo forse parlare di Chef Buddy e le sue torte a forma di Ministero degli Interni? Ormai cucinano tutti. 
Tutti tranne me, ovviamente. A me non me ne può fregare di meno che anche Valerio Scanu sa fare la frittata di patate. A me non me ne importa un fico secco se per fare bella figura con gli amici, le ostriche le devo servire su un cestino di pane bruscato e spicchi di frutto della passione. Io ai miei ospiti gli imbastisco un paio di tartine imburrate, un bacardi breezer e la pizza a domicilio. E già che non gli faccio portare i panini da casa è tanto.

Vorrei piuttosto un programma che mi spiegasse come affrontare dignitosamente la prova bikini, che mi illuminasse su come nascondere i rotolini sotto al laccetto del tanga. 
E invece, dato l’annunciato fallimento della mia prova costume, data la mia scarsa attitudine a superare la prova del cuoco, non resta che buttarmi sulla prova del burqa. 
Nero, possibilmente.