Se il maschio in risvoltino vuoi dimenticare, in barca a vela devi andare! (Sailsquare)

“Come sarebbe a dire…’niente tacchi‘?!”

Si, diciamo che la preparazione della valigia per il mio weekend in barca a vela con Sailsquare non è propriamente iniziata nel più rassicurante dei modi.

Sapere di dover rinunciare al “tacco dodici” (che sicuramente mi avrebbe dato una mano nell’operazione “from polpetta in bikini to Pamela Anderson in BayWatch”), mi ha infatti fatto rivivere la stessa serenità di quando si sono sciolte le Spice Girls. (Geri stronza Halliwell, can you hear me?)

Che poi ancora mi chiedo come in barca a vela si possano vietare i tacchi  ed invece considerare “legali” gli uomini con la Timberland stringata (quella che ha fatto drammaticamente crollare il tasso di nascite alla fine degli anni ’90) o le Birkenstock. (Della serie: “Aridateme Jack Sparrow con lo stivale da ‘stura rete fognaria’ “.)

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Devo dire però che il team di Sailsquare – con la complicità degli altri fantastici compagni di viaggio – è riuscito a farmi archiviare ben presto la mia campagna di protesta “nessun grado di separazione tra me e la cabina armadio“: una sfogliatella calda per colazione, lo spritz delle ore dodici (ma anche quello delle 16, delle 19 e di tutti gli altri numeri sulla ruota di Roma), prendere il sole distesa a prua (con il meglio della musica anni ’90 in sottofondo) dimostrarmi che spesso il “meglio” accade proprio quando sei senza eye-liner.

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I delfini nel Golfo di Napoli, le cene in rada ed in porto (con quaranta sconosciuti che diventano ben presto una seconda famiglia), carboidrati a pranzo e pure a cena (immagina, puoi!), perdersi per le stradine colorate di Procida e di Ventotene in shorts ed Havaianas (della serie “Dior, perdoname por mi vida sciatta”), perdere la concezione del tempo e dello spazio.

Perché quando sei in barca, sei semplicemente nel posto giusto al momento giusto.

Sempre.

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Poter fare benissimo a meno di tutto quello che ti sembrava indispensabile a terra (il mascara, la connessione wi-fi, l’abbinamento borsa-pantalone e la piastra in ceramica).

Poter fare finalmente a meno di tutto quello che non sopportavi a terra (il traffico, gli uomini in jeans con il risvoltino, le chat di gruppo su WhatsApp, la collega che al ristorante “per me un’insalata scondita, grazie”).

Non riuscire più a fare a meno di tutto quello che credevi impossibile a terra:

un tender per muoversi da una barca in festa all’altra (taxi a New York…roba da principianti!), dormire su un’amaca sospesa tra cielo e mare, perdere la dignità in un festino improvvisato – tra bottiglie di vodka e bracciali fluo – in cui il “dress code” ti vuole rigorosamente struccata ed in infradito.

Gli occhiali a specchio incollati sul naso, i piedi scalzi h24 e le maglie extralarge, perché in barca a vela sono solo due le cose che devono “stringere”: le cime e le nuove amicizie. 

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Infine, considerando che tra poppa e prua la percentuale di uomini depilati e con il costume a slip “Rosolino-(molto)-wannabe” è pressoché inesistente e che Sailsquare ha deciso di

regalare a tutti i miei lettori 25 euro di sconto sulla prima vacanza in barca a vela  (per ottenerlo basta registrarsi a questo link: bit.ly/UnRegaloPerVoi)

….cosa aspettate a lasciare il mascara a terra e a partire anche voi?!

 

 

(Sailsquare nella bellissima versione HD dei ragazzi di Emotional View)

 

avrai

AVRAI.

Avrai. Migliaia di scalini da salire, strade da percorrere a fari spenti, luoghi in cui sopravvivere. Avrai giorni bui in…