Mi ha salvato il cielo blu in autunno.

Mi ha salvata l’odore del mare.  Quando avevo la testa troppo incasinata per pensare. Quando il mio cuore quasi non batteva più (per niente e per nessuno). Ho pianto tanto davanti al mare. Davanti al mare ho pianto tutto.

Mi hanno salvata i viaggi da sola in aereo – finestrini in cui si specchiano sogni e paure – e quelli lungo i binari ad alta velocità. La metro di Parigi, i tram di Praga presi al volo (“Příští zastávka: Anděl“). Sentirmi salva in sella ad una bici tra i tulipani d’Olanda, seduta al bancone di una cerveceria, dall’alto di una rovina Maya nel Tikal.

Mi hanno salvata le amiche. Quelle che non ci sono più e quelle che non hanno mai smesso di esserci.

Mi hanno salvata dagli uomini sbagliati, dalla cattiveria e dal vuoto cosmico. Mi hanno salvata da me stessa.

Mani che hanno stretto le mie, spalle innaffiate di pianti, shot di tequila al bancone, corse disperate verso un treno in partenza, letti e cessi condivisi, figure di merda come se piovesse, il mal di piedi delle quattro del mattino, “ti va una pizza?” ovviamente si.

Mi hanno salvata gli uomini che ho amato e che mi hanno amato a loro volta.

Quelli del guardarsi negli occhi, delle prime volte, dei viaggi on the road, di un piatto fumante in tavola, delle sorprese in aeroporto, di un fiore all’improvviso, della tenerezza di un abbraccio, della mano che lascia la presa del cambio dell’auto e viene a cercare la mia.

Che non importa se ora a stento ci si saluta, perché laddove l’amore finisce, certe emozioni e certi percorsi continueranno a vibrare per sempre. E a fare parte di te.

 

Mi ha salvata la musica. Mi ha salvata talmente tante volte che ne ho praticamente perso il conto.

Le musicassette consumate, i testi imparati a memoria, i pomeriggi sintonizzati su MTV, “Amami Alfredo“, Bruce Springsteen dal vivo.

Un’infanzia tra pop e vinile d’annata. I dolori dell’adolescenza affogati nel grunge, nel punk e nel rock’n roll. La spensieratezza dei vent’anni (ma credo sarà lo stesso per i trenta!), sentendomi come una Raffaella Carrà 2.0 sulla pista da ballo.

La musica mi ha insegnato ad essere onnivora e priva di pregiudizi, perché la bellezza può risiedere in una melodia soul come in un giro di basso. La bellezza può risiedere ovunque tu voglia.

Mi ha salvato l’amore di chi mi sta accanto da una vita, il cielo blu in autunno, i romanzi d’amore, il profumo del pane e quello delle lenzuola appena lavate, il candore della neve, la gentilezza di uno sconosciuto, le luci di un albero di Natale, un quadratino di cioccolato fondente. Mi ha salvato non aver smesso di credere in me stessa, anche quando non sapevo più in cos’altro credere.

 

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Cancella e riavvolgi.

Come cantavano i The Cardigans: cancella e riavvolgi. Ogni volta che questo film ti sembri un melodramma senza fine,…