All you need is LOVE (nel frattempo passatemi la vodka, però).

Si fa presto a dire “Buon San Valentino“. Si fa ancora prima a dire “Buona festa dei cornuti“: che se è vero che la mamma degli imbecilli è sempre incinta, quella degli invidiosi non è che si dia meno da fare, eh.

Siamo spesso maligni con l’amore degli altri – “quella ci sta insieme solo per i soldi” – e poi magari stiamo lì a farci dei film che Christopher-Nolan-Who?, se il vicino bono ci citofona per chiedere in prestito la ventosa per sturare il cesso.

“Ovviamente era una scusa per scambiare quattro chiacchiere, quello non la fa nemmeno la cacca…ti pare?”

L’unico amore che non ci convince fino in fondo è spesso quello che non ci appartiene – “che cosa ci trova in lei, io proprio non lo so” – l’unico amore su cui ci sentiamo in diritto di criticare è quello su cui sarebbe bene farsi i cazz* propri – “le ha regalato solo cento rose rosse ed un paio di Jimmy Choo…quant’è poraccio da 1 a 10?“.

Sogniamo un amore come quello della Principessa Sissi (va bene anche quello tra Eva Kant e Diabolik), ma storciamo il naso davanti al bacio tra due ragazzini. Siamo quelli del “oggi mi ha scritto“, delle ginocchia che temano all’incrociare di un certo sguardo, dello spegnere e riaccendere il telefonino (perché “magari si è impallato ed è per questo che non mi arriva il suo messaggio“), poi però auguriamo la dissenteria alla collega in viaggio di nozze a Cuba.

Che si, avete ragione, San Valentino è una festa più discutibile di certi vestiti di Mariah Carey (il cuscino con scritto “Ti amo” ed il menù fisso al ristorante, solo se siete in una puntata di “Kiss Me Licia”, grazie!), ma avete forse dimenticato la prima volta che qualcuno vi ha regalato un peluche ed un sacchetto di cioccolatini? Quella volta in cui un lui ha rinunciato alla Champions per una cena a lume di candela (va bene, magari in macchina stava sintonizzato su Radio Gol, ma sono solo dettagli!), quella volta in cui una lei – che stava alla cucina come Luca Giurato sta alla “consecutio temporum” – si è messa ai fornelli solo per amore (e la chiamata ai vigili del fuoco ne è la prova).

Un mazzo di fiori. La mano che vi ha retto la testa mentre vomitavate cinese+vodka come se non ci fosse un domani. Cinquanta minuti al telefono nel cuore della notte ( e sì, vale anche se avevate la promozione You&Me). Chi vi ha aspettato alla fermata dell’autobus. Chi vi ha baciato davanti ai propri amici senza vergogna.

Va bene, magari la smetto qui e vi offro un giro di rum, okay?

 

 

E’ vero, anche io rosico un pochino perché “Dio, stasera una cena a casa di Ryan Gosling me la potevi pure accroccà, eh!“, anche io mi sarei meritata un bouquet di fiori di campo (che l’unica donna a cui non si dovrebbero regalare fiori è quella allergica), anche io sarei stata figa in body di pizzo e manette di pelo rosa (ma in pigiama di flanella e pelo “di altro tipo” ho comunque il mio perché), ma proprio non riesco ad avercela con chi si ama. Concetto ben diverso dall’augurare il vomito a getto a chi ci imbratta la home con “Ti amo vita miaaaa!!1!” nel giorno di San Valentino.

Si, io sono per l’amore. Di un lui per una lei. Di una lei per una lei. Di un lui per un lui. Di un amico per un altro amico. Di un genitore per il figlio. Di una lei per un chiwawa di nome Tiffany.

 

Le coppie all’ascolto si sentano pure libere di invitarmi al proprio matrimonio.
A patto che abbiate un cugino bono da presentarmi (o un open bar come si deve).

avrai

AVRAI.

Avrai. Migliaia di scalini da salire, strade da percorrere a fari spenti, luoghi in cui sopravvivere. Avrai giorni bui in…