Scarpe da ginnastica, gatti neri ed ovulazione: un lunedì da manuale.

Cosa vogliamo dire di questo lunedì?!
Che non ho manco fatto in tempo ad uscire dal garage che subito un gattone nero ha ben pensato di tagliarmi la strada. Cioè, non è che si trattava di un micino, di un tenero cucciolo alla ricerca della propria mamma (si, la storia di Dumbo ha profondamente segnato la mia infanzia!), perché quello di stamattina, più che un gatto, pareva un purosangue  del deserto, che in segno di  sfiga sfida non solo mi ha attraversato la strada, ma ha anche ben pensato di sventolarmi la coda in faccia con cipiglio da stella del circo equestre. E sono quasi sicura che abbia miagolato tra i denti qualcosa del tipo: “È inutile che ti tocchi la tetta sinistra, tanto oggi ti andrà tutto una chiavica, cara mia!“.

Ora vi prego di non darmi della vecchia bacucca superstiziosa, perché ho i miei buoni motivi a preoccuparmi di certi incipit di giornata che meriterebbero Beethoven in sottofondo ( con la partecipazione straordinaria del maestro Riccardo Muti): innanzitutto i gatti mi odiano e quindi sono sicura che facciano comunella su di me. Il fatto che io mi ritenga uno degli argomenti principali dei salottini gatteschi non è da attribuirsi ad una patologia psichiatrica specifica, bensì al semplice fatto che la gatta del mio attuale fidanzato (la quale, se mai potesse vantare sembianze umane, di sicuro assumerebbe quelle di Blair Waldorf, la stronza con il cerchietto da prima elementare) mi ha esplicitamente dichiarato guerra già da un pezzo. Ed un paio di graffi sul tallone destro ne sono la dolorosa testimonianza. Quindi posso solo immaginare quali spregevoli calunnie abbia diffuso sul mio conto, che quasi mi verrebbe voglia di assumere un bravo avvocato ed un paio di guardie del corpo.
E pensare che un tempo adoravo Gli Aristogatti.
C’è poi da dire che questo è un periodo in cui non ne va bene una, che se un giorno si aggiusta una cosa poi automaticamente se ne disfa un’altra, con le scadenze burocratiche alle calcagna, il colon irritabile e le bionde che mal mi sopportano (e pensare che mi ero fatta lo shatush per star loro un cicinino più simpatica). Quindi scusate davvero se stamattina non me ne sono uscita con un post caldo e rassicurante, ma oggi di rassicurante non c’è manco il parcheggio a spina di pesce.
Che poi, proprio quando la giornata sembrava aver preso la giusta piega con i Blues Brothers alla radio, ecco che pensano bene di mandare on-air Questo piccolo grande amore di Baglioni, che dà il colpo di grazia alla mia ovulazione ormai in corso dalle ore otto del mattino. E’ forse questo il prezzo da pagare per essere uscita in jeggings e scarpe da ginnastica?! Perché a me sembra un tantino esagerato.