Se vuoi una cosa, alza il culo e vattela a prendere, che di sicuro non verrà Giorgio Mastrota a portartela direttamente a casa insieme alle pentole della Mondial Casa.

E’ domenica, splende il sole eppure me girano da morire le palle
La colpa è del progesterone che si è ormai appropriato del mio corpo da un paio di giorni, regalandomi così la stessa silhouette e lo stesso sex appeal di una foca monaca: oggi mi da fastidio tutto, dal cinguettio degli uccellini al rumore della televisione in sottofondo, oggi mi do fastidio da sola per quanto mi sento brutta, gonfia e acida, che quasi quasi me farei na pernacchia da sola. Prrrrr. Ecco, appunto. 
Se già normalmente soffro di una gravissima  e rarissima forma di alopecia, che si è no sulla lingua me saranno rimasti tre o quattro peli (che riesco grazie a dio ancora ad usare come filtro nei confronti del flusso straripante di pensieri/parolacce che mi attraversa durante tutto l’arco della giornata – per esempio, quando vorrei tanto mandare affanculo certi professori -), potete ben immaginare quali effetti subisca la mia accomodante ars oratoria in giorni come quello di oggi. Giorni in cui mi rendo conto di quale splendida e lunga carriera da avvocato divorzista avrei potuto avere nella mia vita, se solo avessi scelto di studiare giurisprudenza.

C’è però da dire che avercela con il mondo intero e passare ventiquattro ore ad inveire contro ogni possibile forma di vita ammessa sul pianeta terra, può essere divertente e liberatorio fino ad un certo punto, perchè a lungo andare si finisce nel trasformarsi da giovani donne riottose in piena crisi ormonale a portinaie zitelle con le De Fonseca ai piedi: credo infatti che l’ira, la rabbia ed il disappunto non dovrebbero essere mai sterili fonti di sfogo, bensì potenti strumenti di comunicazione. Cioè, non è che una, quando je rode il cofano, può passare intere giornate ad urlare capra!capra!capra! come Vittorio Sgarbi, perchè in quel caso, ragazze mie, più che uno sportello d’ascolto, ve servirebbe na bella sportellata in fronte.
Questo mese ho deciso di sfruttare il mio umore ballerino per fare il cazziatone ad una precisa categoria di persone che non sopporto sin dai tempi della scuola superiore, quando ad esempio si cercava di organizzare le famose interrogazioni programmate, ed automaticamente si assisteva al pianto greco di quelli che non volevano mai andare per primi perchè “noi-abbiamo-tante-difficoltà-con-lo-studio”. 
Ma allora che cazzo ci siete venuti a fare al  liceo classico?

A questa specifica categoria di persone appartengono quelli che io definisco i “sorry, i can’t“, quelli che, per intenderci, c’hanno sempre la scusa pronta, quelli che non fanno altro che piangersi addosso, quelli che povero me/ la vita è ingiusta/ vorrei ma non posso. Ma santa-pazienza-di-Giobbe, c’è gente che nella vita si è ripresa dopo lutti strazianti, operazioni invalidanti, delusioni cocenti, ci stanno gli Alex Zanardi, i Tiziano Ferro che hanno perso 111 chili, le Jennifer Aniston sopravvissute alla fine della loro relazione con Brad Pitt…e voi, tutto quello che sapete fare, è il ruolo della vittima?!
Ad esempio:
Siete single ormai da anni, conoscete solo psicopatici e quasi tutte le vostre amiche sono prossime a convolare a nozze? a) cambiate amiche, b) smettetela di fissarvi con il solito prototipo di maschio e date una chance a quello diverso, c) basta crogiolarvi nel vostro brodo di pianto, indossate un vestito mozzafiato ed andate a scatenarvi sulla dancefloor, d) sorridete e mettete via quelle espressioni contratte da Signorine Rottermaier, porca la miseria! e) gli uomini non si trovano sotto i cavoli o nei cassetti della scrivania del vostro ufficio, perciò uscite, iscrivetevi in palestra o ad un corso di teatro/cucina/feng shui, andate al cinema/teatro/museo, viaggiate, f) piantatela di vivere con l’ossessione di trovare l’uomo giusto, datevi alle limonate selvagge e al flirtaggio primitivo, che si sa che Mr. Big si fa sempre attendere più del dovuto! Siete trascurate ed evidentemente in sovrappeso, vorreste tanto rientrare in quello splendido tubino acquistato tre anni fa, ma che ormai sareste quasi tentate di usare come straccio per la polvere? a) andate da un dietologo serio e preparato, che le diete dei giornali le facessero quelle della redazione, b) dovete imparare a fare dei piccoli sacrifici, che a tutte ce piace il fritto, l’unto e il bisunto, ma il peso forma non lo si raggiunge a suon di supplì ed olive ascolane, c) non avere soldi da parte/tempo a disposizione per potersi iscrivere in palestra non è una buona scusa, dal momento che esistono millemila tutorial del fitness su Youtube (e se non c’avete manco l’adsl a casa, beh, andare a correre è totalmente gratis), d) piantatela di pesarvi ogni sacrosanta ora e di rimanerci male se di volta in volta non scalate neanche di mezzo etto, belle mie, state a fa ‘na dieta, mica un gioco di prestigio con il mago Silvan a Las Vegas, e) smettetela di stare a guardare quelle che sono secche come un chiodo pur mangiando come un’intera squadra di rugby…che prima o poi a quelle stronze na coronaria je se dovrà pur ostruire, no??
Vi sentite brutte? Andate dal parrucchiere ed imparate a valorizzarvi. Non riuscite a stare dietro alle sessioni d’esame? Impegnatevi di più, datevi delle priorità, prendetevi un anno di pausa, cambiate università. E smettetela di dire che la colpa è dei professori che passano la loro vita ad avercela con voi. Lui vi ha mollato dopo anni d’amore? Piuttosto che avercela con il mondo e con le vostre amiche fidanzate, fatevi un breve esame di coscienza: se il problema siete voi, analizzatene le cause e lavorateci su, se il problema non siete voi, che si fotta quell’imbecille, prima o poi se ne pentirà. Ma sarà troppo tardi.
Agite, mettetevi in gioco, datevi sempre nuove chance: nella vita niente è semplice e nulla ci viene regalato (in caso contrario o è una
rarissima botta di culo o una grandissima fregatura). Non si può passare una vita intera ad avere paura, a cercare scorciatoie, a pensare che la colpa sia sempre e solo degli altri: nella vita ci vuole coraggio, (tanto) sacrificio e una sottile punta di leggerezza. Nella vita bisogna anche imparare a riconoscere quand’è che si sta sbagliando, quand’è che il meccanismo non si inceppa per volontà di un destino brutto e cattivo, ma per colpa nostra.
Che le vostre sconfitte siano punti di partenza e non di atterraggio.
Che le vostre ferite siano lezioni di vita e non la prova provata della vostra cocciutaggine. 
Le scuse usatele per questioni di educazione e di galateo.
E alzate quel benedetto culo dalla sedia. Ora.
Io intanto me vado a fa na camomilla.

avrai

AVRAI.

Avrai. Migliaia di scalini da salire, strade da percorrere a fari spenti, luoghi in cui sopravvivere. Avrai giorni bui in…