Io non sono Bridget Jones.

A quello che ha scritto “Essere single è bello, fai sempre come ti pare…ma ‘Buongiorno amore mio’ non si batte!” (gettando così tra le braccia della psicanalisi migliaia di scapoli e di future “gattare”) vorrei dire che c’è “buongiorno amore mio” e “buongiorno amore mio“. E soprattutto ci sono molte persone che fanno “come gli pare” (nel senso più “Brooke Logan” del termine) anche da sentimentalmente impegnati.

Quindi torna pure a mangiare Baci Perugina tranquillo, tesò.

Essere single è bello?

(Momento Marzullo).

Non lo so.

Sarà che per me di “bello” al mondo ci sono solo il pony express che ti consegna la pizza ed i selfie di David Beckham (okay, anche i saldi al 50% hanno il loro oggettivo perché), ma se c’è una cosa che posso dire con certezza è che questo anno da single mi ha insegnato più cose su me stessa, di quanto non abbia fatto Salvatore Aranzulla (sempre sia lodato) sull’html.

 

Io non sono Bridget Jones.

Va bene, va bene. Riconosco che (probabilmente) tutte abbiamo vissuto la “Bridget Jones situescion” almeno una volta nella vita – con l’autostima sotto la suola delle Fly-Flot ed una “relazione complicata” con la vaschetta del gelato – ma per favore sfatiamo ‘sto mito che essere single equivalga a piangersi addosso dalla mattina alla sera, vestire mutande contenitive only e fare da tappezzeria ai matrimoni delle amiche. La verità è che le donne single sono “sfigate” solo nel momento in cui decidono di esserlo. Tutto il resto è cliché.

 

Nella vita c’è chi c’è e non chi dice di esserci.

Ti prometteranno caffè, appuntamenti e forti spalle su cui piangere, ma imparerai (a tue spese) che nella vita è la presenza reale delle persone – non delle loro parole – a fare la differenza. I fidanzati che dicono di amarti, gli ex che dicono di aspettarti, gli uomini che dicono di volerti: nel momento in cui arrivi a chiederti se sia vero o meno, hai già la tua risposta. La vita è troppo breve per perdere tempo (e psicanalizzare un quaquaraquà): il prossimo!

 

 

 

Non siamo fatti per stare con tutti.

Quante volte ti sei presa tutta la responsabilità di un fallimento amoroso. Quante volte ti sei detta che “sono single per colpa mia”. Un caratterino tutto pepe. Un’anima vagabonda. Una carriera ambiziosa. Un’insolita allergia alle gonne. Ma chi ha detto che non vai bene così come sei? Unica nei tuoi difetti, speciale nei tuoi pregi. Va bene essere autocritiche, ma spesso quando una storia finisce (o non ha inizio) è perché lui è un coglione patentato non è quello giusto per te.

 

 

Non ho bisogno di un uomo per essere felice.

I sogni nel cassetto e quelli “work in progress”, un viaggio dall’altra parte del mondo (o ad un centinaio di chilometri da casa), gli aperitivi con le amiche del cuore, un meraviglioso paio di tacchi a spillo (sneakers, per le sportive), una carriera nelle tue mani, l’odore del mare, una casa (stanza?) da arredare, le cene in famiglia, i weekend scatenati e quelli in pantofole, il tuo telefilm preferito, le piccole vittorie, le grandi soddisfazioni, la pizza a domicilio, i nuovi inizi. Queste e molte altre cose possono fare di te una donna (davvero) felice. E se un giorno deciderai di legarti a qualcuno, assicurati di condividerle con una persona che ne capisca il valore.

 

Allora si che varrà davvero la pena soffrire per la brazilian wax.

 

 

cancella

Cancella e riavvolgi.

Come cantavano i The Cardigans: cancella e riavvolgi. Ogni volta che questo film ti sembri un melodramma senza fine,…