Un dos tres…un bagaglio a mano por Siviglia!

Viaggiare alla volta della Spagna per me è da sempre una garanzia, perché sono sicura che ovunque andrò, ritroverò un pezzetto di me stessa. Nel silenzio di una calle desolata, nel caos di una bodega tra “cerveza y jamon”, nelle jota aspirate e nel dolce suono dei “gracias”, nelle note malinconiche di una chitarra, lungo il profilo dei tetti o in un tramonto sul mare.

E non c’è dunque da meravigliarsi se visitare la bella Siviglia – architettura incantevole e cuore gitano – è stato un po’ come sentirsi a casa.

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Ho soggiornato a Siviglia poco meno di un weekend, un arco di tempo sufficiente per visitare i principali luoghi d’interesse della città (requisiti fondamentali: buona volontà, passo svelto e no “culo pesante”), senza però poter godere a pieno della loro bellezza: direi che ho quindi una validissima scusa per tornare (e magari girarmi “on-the-road” tutta l’Andalusia)!

Se – come me – avete pochissimo tempo a vostra disposizione, pianificate con cura le vostre tappe (facendo tutte le dovute selezioni!), assicuratevi di prenotare un albergo/b&b quanto più centrale possibile e di avere almeno un paio di sneakers comode (molto comode!) in valigia. Ultimo consiglio, lasciate perdere i bus turistici: sono un’autentica fregatura sia perché non hanno accesso alle vie del centro, sia perché Siviglia è una città che merita di essere girata a piedi.

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Siviglia è una città in perfetto equilibrio tra folklore andaluso e modernitàoltre alle bellissime Plaza de España, la Basilica Macarena, la Cattedrale con la Giralda e la Torre dell’Oro, tra i miei luoghi preferiti c’è sicuramente il Reales Alcàzares. Vale davvero la pena perdersi nel suo meraviglioso alternarsi di eleganti sale, cortili e giardini in perfetto stile mudejar. (Per godere con tranquillità della sua bellezza, il mio consiglio è di evitare l’ora di punta e di visitarlo in prima mattinata.)

All’uscita delle fortezze reali dell’Alcàzar, ci si trova catapultati in un’incantevole cornice di case bianche e profili colorati: il Barrio di Santa Cruz. Passeggiare per le sue calle caratteristiche – tra locali, botteghe e cortili d’altri tempi – è stata una dell’esperienze più belle legate al mio viaggio a Siviglia. Sono infatti da sempre un’appassionata di fotografia e centri storici: la pittoresca Santa Cruz è più di quanto potessi chiedere!

Ora, non me ne vogliano gli animalisti più intransigenti, ma per una quarantina di minuti di visita guidata vale davvero la pena mettere da parte i pregiudizi e visitare Plaza de Toros: checché se ne dica, è un luogo unico, fatto di storia e tradizione. Si può essere contrari ad un’usanza (come quella delle “donne giraffa” in Thailandia, non meno “crudele” di molte altre), ma sono del parere che quando si viaggia, ci arricchisce soprattutto approfondire le radici che – nel bene e nel male – fanno parte di una cultura.

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Messe da parte le bellezze artistiche, a Siviglia – come in molte altre città della Spagna – la parola d’ordine è tapear: polpo marinato, patatas bravas, jamon iberico, montaditos, tortilla, croquetas, pinchos e molto altro, purché sia accompagnato da una cerveza come si deve! A Siviglia troverete i più disparati pub e ristoranti, ma per entrare appieno nel mood della città, il mio consiglio è di concedervi un giro di “tapas” (stuzzichini, per gli amici) nei vari pittoreschi locali del Barrio, come Bodega Santa Cruz in Calle Rodrigo Caro. Lasciatevi travolgere dal caos del locale (non c’è quasi mai posto a sedere) e dai gusti forti che propone (un consiglio: assaggiate, anche se non avete idea di cosa ci sia nel piatto!)…non ve ne pentirete. Per una cena più “tranquilla”, ma non per questo meno tradizionale, vi consiglio Gusto in Calle Alemanes: mi è piaciuta molto la sua location in cui si mixano atmosfera chic e piatti gustosi. Che ogni tanto è pure giusto concedersi una ricchissima paella in santa pace, eh.

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Per la night-life mi sento di consigliare Bestiario in Calle Zaragoza, cocktail-bar “fighettino” ma non troppo, con bella musica (io ho beccato la serata commerciale e latina) e gente tranquilla. Uno dei motivi per cui voglio (devo!) tornare a Siviglia sono gli spettacoli di flamenco, che per mancanza di tempo non sono riuscita a vedere: a tal proposito mi avevano fortemente consigliato La Carboneria in Calle Levíes. Nonostante questo piccolo inconveniente, non ho comunque voluto rinunciare ad un look in perfetto stile “Joaquin Cortès, se vedemo presto…hasta luego!”, che mica potevo tornare a casa da Siviglia senza mollettone gitano-trash!

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(P.S. Grazie di cuore a tutte le followers che hanno provato a darmi consigli durante il mio viaggio, ma per problemi di Wi-fi li ho letti quando ormai era troppo tardi. Mi saranno utilissimi per la mia seconda volta a Siviglia! Ve quiero mucho!)

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