So call me, maybe: prontuario di sopravvivenza ad un imbecille che non vi chiama.

Questa roba degli uomini che non richiamano (nonostante gli apparenti buoni propositi, nonostante il più o meno esplicito interesse nei nostri confronti) può essere a mio parere inserita nella cosiddetta sindrome del “vorrei, non vorrei, ma se vuoi...”, ultima piaga dilagante tra gli esseri dotati di tubuli seminiferi. 
Inutile è certo interrogarsi sui possibili motivi che si celano dietro ad un telefono che non squilla, dietro ad uno schermo che non si illumina o dietro ad un lungo silenzio stampa, tanto che a confronto quelli della casa reale d’Inghilterra sembrano scenate tra gattare: il problema è che non gli piaci abbastanza, il problema è che è troppo timido, il problema è che pensa ancora alla sua ex, il problema è che è un coglione. E non ha minimamente realizzato l’idea che tu, la bridgitte bardot, gliela daresti. 
E pure subito.

Piuttosto che chiedersi quale grande disagio psicologico stia vivendo lo stronzo di turno (anche se sono quasi certa che si tratti dell’ennesima prova che il maschio medio sia l’anello mancante tra la scimmia e il tanto decantato homo sapiens), sarebbe opportuno fregarsene, rinfrescarsi la manicure ed abbracciare la filosofia de “avanti il prossimo!“.
Ecco le mie dieci regole d’oro.
Le cinque cose da NON fare (assolutissimamente):
  1. Attaccarvi alla tastiera dello smartphone, al tasto “mi piace” di facebook o al campanello del suo citofono: ragazze, vi ricordo che a) madre natura, oltre ad intuito, ovaie ed utero, vi ha donato anche qualcosa che si chiama dignità, b) gli atteggiamenti da stalker ingrifata li lascerei alle fan quindicenni degli One Direction. Di sicuro, alitandogli sul colletto della camicia, non lo invoglierete manco un po’. Al massimo poi vi chiederà di stirarglielo.
  2. Pensare di essere voi la causa di ogni benedettissimo male: sono stata troppo fredda l’altra sera, sicuramente mi avrà beccato con una foglia di valeriana tra i denti, non sono abbastanza attraente, secondo me gli piacciono quelle con i capelli viola. I sensi di colpa rovinano capelli, il sex appeal e fanno perdere un sacco di tempo.
  3. Giustificarlo come se foste sua madre, pensando che i suoi silenzi siano necessariamente legati ad un momento di stanchezza, ad un’amnesia retrograda o ad un rapimento da parte degli alieni. Avete preso in considerazione l’idea che sia semplicemente un grandissimo stronzo
  4. Passare ore ed ore sul suo profilo di facebook, guardarlo con un’espressione intelligente da sanbernardo ogni volta che vi passa davanti, ridere come il pubblico finto delle soap opera americane ad ogni cazzata che è in grado di partorire: pensate piuttosto a dimostrarvi sicure di voi stesse. Sarete in grado di sprigionare una carica erotica che manco Jessica Rabbit: e se sul coglione di turno non dovesse fare effetto (non tutti hanno buon gusto, vi ricordo!), non potete certo escludere che le vostre good vibes raggiungano i (due) neuroni di un altro essere xy nei paraggi. 
  5. Cadere in uno stato di depressione come se il coiffeur vi avesse appena tagliato la frangia a zig zag: se da un lato è sbagliato farsi fin troppe illusioni, immaginandoselo dietro l’uscio di casa, con un mazzo di rose rosse ed una confezione di Pernigotti, è al tempo stesso controproducente perdere ogni barlume di speranza. Time will tell. E se non doveste masticare l’inglese, c’è sempre la mia citazione preferita: “Se son rose sono fioriranno, se non cachi…”

Le cinque cose da (provare a) fare:

  1. Distrarsi: una seduta di shopping, una rinfrescata alle doppie punte dal coiffeur, un happy hour con la tua amica che non vedi da un pezzo (e che potrebbe essere un’ottima fonte di consigli!). La prima regola d’oro è non pensarci: un po’ come quando cerchi di dimenticare la figuraccia di due giorni prima o di rimuovere il ricordo del tuo primo fidanzatino con l’apparecchio ai denti. 
  2. Guardarsi intorno: non certo con la classica espressione del “lui non mi richiama, non è che nel frattempo potrei limonare con te? Ti prego, ti prego, ti pregooo!Guardatevi intorno con l’obiettivo di smitizzare l’imbecille silenzioso: vi accorgerete che il mare è pieno di pesci e che forse, il vostro pigmalione, non è altro che una sardina sottovuoto.
  3. Convocare a rapporto le vostre amiche del cuore, che sennò-che-ce-stanno-a-fa: in compagnia, a stomaco pieno e dopo un paio di shot di tequila, si ragiona con più garbo. Decisamente. L’importante è avere con sé almeno tre categorie di amiche: quella saggia (che vede sempre il bicchiere mezzo pieno, che ti dice di aspettare, che tanto più di quello che hai fatto nun-se-pò), quella cinica (che tanto gli uomini sono tutti uguali, che tanto ne puoi trovare di meglio, che tanto prima o poi anche lui dovrà morire), quella smaliziata ( che ti consiglia di bussare alla sua porta vestita da cameriera sexy – almeno ti renderai conto di quanto testosterone abbia in corpo-, che le brave ragazze vanno in paradiso e dallo psicologo, mentre quelle cattive andranno pure più spesso dal ginecologo, ma almeno arrivano dappertutto).
  4. Smettere di vivere in simbiosi con il proprio cellulare. Al massimo un’occhiata di tanto in tanto, non sia mai vi dovesse chiamare Brad Pitt.
  5. Indossare un paio di tacchi alti (almeno una volta a settimana).
Chissà che un messaggio inaspettato non faccia capolino da un momento all’altro: poi, se proprio non dovesse richiamare, c’è sempre il suo migliore amico.
O suo fratello.

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