Sono finteeee.

Si sa che gli uomini, tra un pokerino e una gara di rutti, annoverano tra i loro passatempi preferiti quello di spizzare i davanzali. Quelli delle altre, ovviamente. E da buoni e primordiali osservatori quali sono, hanno ormai sviluppato l’occhio clinico per certe cose, ovvero come distinguere quelle vere da quelle finte. Menti supreme. Luminari. Lo so, lo so, d’altronde a furia di film porno e open bar, cosa vi aspettavate? Che si dilettassero a distinguere la rana asiatica da quella coreana?
Invece noi donne, tra una sindrome premestruale e una corsa ai saldi, nel tempo libero focalizziamo in genere la nostra attenzione essenzialmente su due cose. Borse e scarpe. (Si, certo che parliamo anche di altro. Ma la “pace nel mondo” e il “destino della foca messicana” non mi sembravano due argomenti abbastanza glamour, ndr) Ecco i principali hot topic delle nostre infinite conversazioni tra amiche: che siano telefonate intercontinentali o deliranti happy hour in improbabili tubini da cocktail, ci dilettiamo a investire (letteralmente) le nostre interlocutrici con tutte le ultime fashion news del caso. D’altronde, essendo nate dalla costola di Adamo, un qualche comportamento idiota dovevamo pur ereditarlo anche noi. 


Oggi mi vorrei soffermare sulla questione borse: se infatti i sopracitati maschietti, si divertono nel redigere una statistica di curve naturali e curve artificiose, noi femmine, con la stesso spirito friendly del sargente di Full Metal Jacket, sappiano decretare quali delle borse in giro siano autentiche e quali no. Oltre a discutere di design, tendenze e modelli must have (come l’inarrivabile Birkin di Hermes o la storica 2.55 di Chanel), godiamo come delle pazze nell’intercettare un modello fake, o per usare un francesismo, taroccoFinto come i capelli di Biscardi e l’arcata dentaria di tua nonna. 
Le più agguerrite si aggiornano costantemente sul web in termini di spionaggio : “Le quattro semplici regole per individuare un fake” – “Come scoprire se la Balenciaga della bidella Assunta è un fake”- “Come smascherare quella baldracca della tua vicina e la sua fake Kelly color prugna della California”.
Fake. Fake. Fake.
Io sinceramente ho un metodo migliore, anche perchè non ho proprio il tempo (nè il righello) per andare a constatare se le cuciture dei rombi coincidano, se l’ologramma sia tagliato a metà, se la borsa si scurisca nel tempo. Che poi io che cacchio ne so se una borsa, che non sia la mia, si scurisce nel tempo?

Ci tengo a precisare che il mio è un metodo in via di sperimentazione e che non manca di approssimazioni.

C’è però da dire che, il metodo della contestualizzazione della borsa, risulta essere infallibile per alcuni casi lampanti:


a) L’amica di tua nonna, che gira costantemente con il berretto da parcheggiatore abusivo e i pantaloni incartapecoriti alla caviglia. Personalmente è un genere che adoro : sono di sicuro le più creative della classifica, con innovative  rivisitazioni di Alviero Martini, Prada e Braccialini.

b) La signora sulla quarantina, con i capelli alla Anna Oxa (visibilmente tinti tra le quattro mura), gli occhiali a mascherina stile Malgioglio, e il french fucsia glitterato. Immancabile la Louis Vuitton al braccio. Ostentata con il piumino dal cappuccio con pelo rattrappito e gli stivali sadomaso. 

c) L’adolescente coatta. Mechès graziose come quelle di Geri delle Spice Girls, piercing, mollettone da coiffeur tra i capelli (spesso in nuance tenui come blu elettrico e viola halloween), Air Max ai piedi e piumino madreperlaceo giro ombelico. Hanno una passione particolare per i fake di Gucci e Fendi. Burberry per quelle con diploma di maturità.

d) Le finte raffinate: ciuffo boccoloso, gloss abbagliante, poster di Audrey Hepburn in camera ma sostanzialmente custodiscono un animo da camionista. In genere si tratta di ex appartenenti alla categoria precedente, che per ragioni sconosciute, ad un certo momento della loro vita appendono al chiodo la tuta della Frankie Garage e si scoprono fan di Tiffany, Bianca Balti e Chuck Bass. Quando fino al giorno prima volevano andare a corteggiare Federico di Uomini e Donne (scusate sono rimasta ai tempi di Pamela, Eliana e Federico, ndr). Balenciaga, Lady Dior e l’immancabile Chanel tarocca tra le favourites.

Per le fashion blogger mi sto ancora attrezzando!

C’è però da dire che le borse originali costano decisamente troppo. Basta con tutte queste pifferate dell’ handmade, dei materiali buoni, del design. Millecinquecento euro rimangono un furto. Un mutuo. Uno stipendio. Anche se le realizzassero mademoiselle Coco e le sorelle Fontana redivive in persona. 
(Ma io spero sempre di incontrare il pirla che me le regali tutte!)