Maschio-alfa e Uomo-minkia a confronto. Parte II

 Premessa: 
Che fatica essere donnaE che tremenda fatica essere una donna single ai tempi d’oggi. Io lo dico sempre alle mie amiche fidanzate che si lamentano del boyfriend pigro o di quello che non vorrebbe rinunciare al bermuda sbiadito neanche nel giorno delle nozze: “Statte bona, eh! Pensaci bene prima di mollarlo solo perchè non sa distinguere una Kelly da una Birkin!“. Che cocche mie, mica è così facile trovare il pezzo di ricambio in questa valle di lacrime, arida di testosterone e brulicante di signorini Rottermaier!

A supporto di tutte le mie lettrici scompagnate, ho dunque deciso di elaborare un piccolo abc su come sopravvivere in tempi di singletudine, quando siamo chiamate a destreggiarci tra happy-hour e lezioni di body-pump alla (disperata) ricerca di un maschio alfa e non del solito uomo-minkia. Perchè distinguerli gli uni dagli altri non è mica così semplice.

D come DATING

Il maschio alfa è per definizione un uomo all’antica: cascasse il mondo, sarà sempre e comunque lui a chiedervi di uscire. Sia chiaro che il maschio alfa si fa desiderare quanto basta, che di ridurre in poltiglia le ovaie di una donna, solo per il gusto di lasciarla nel limbo del ma-quando-cavolo-mi-chiede-di-uscire, non gliene frega niente. Il maschio alfa ti invita ad uscire di persona o, per cause di forza maggiore, chiamandoti durante la pausa pranzo, regalando tutto un altro sapore alla tua insalata di riso. Il maschio alfa può essenzialmente ricorrere a due tecniche irresistibili, quella del “so-già-dove-portarti-baby” (sempre che sia sicuro di conoscere i tuoi gusti, puntando sull’effetto sorpresa) oppure quella del “scegli-tu-il-posto-i-am-easy” (opzione davvero galante, che vi permetterà di scegliere un locale con un’illuminazione che sia clemente nei confronti delle vostre occhiaie, oppure quello con il tortino al cioccolato più buono in città). Inutile dire che il maschio alfa ve viene a prende sotto casa. Fosse pure dotato unicamente dell’ausilio di un paio di pattini a rotelle (ovviamente in questo caso sarà disposto a trainarvi su di uno slittino).

L’uomo-minkia sia che appartenga al genere dei figa’s dead o a quello degli psicolabili, ha un concetto tutto suo di primo appuntamento (un concetto assolutamente del cazzo, ad essere precisi):  il figa’s dead vi chiede di uscire neanche ventiquattro ore dopo avervi conosciute in fila allo sportello postale (tanto da farci dubitare se effettivamente sia più interessato a noi o alla nostra postepay). Il figa’s dead ti invita ad uscire nei momenti meno opportuni della giornata, con la classica scusa del “sai, passavo dalle tue parti e mi chiedevo se…“, cercando di apparire meno disperato di quanto non appaia già per conto suo. Che poi, che cosa ci faccia lui dalle vostre parti alle undici e mezza del mattino (che magari abitate nel cuore della brughiera inglese), questo lo sa solo lui .

Lo psicolabile ha invece essenzialmente due tattiche a sua disposizione: l’attesa e l’invito-con-sòla: l’attesa è senza dubbio la sua strategia preferita, una roba di una cattiveria e di un sadismo ai limiti dell’umanità. Passeranno i giorni, le settimane o addirittura i mesi, ma a poco vi servirà far capolino di tanto in tanto dalle sue parti (tra l’altro passando per la pene’s dead della situazione), cercando così di invogliarlo a chiedervi di uscire: scordatevelo belle mie, piuttosto si farebbe prete. L’invito-con-sòla consiste invece in un qualcosa del tipo voglio-uscire-con-te/usciremo-presto/appena-mi-libero-ti-porto-a-cena-fuori/che-fai-domani-sera? a cui però non fa seguito nessun invito concreto. Sì, lo psicolabile si eccita con poco.


E come EX

Le ex-fidanzate (e i loro relativi profili Facebook) ci dicono molte più cose di un ragazzo di quante ce ne potrebbe confessare sua madre sotto l’effetto della tequila “boom-boom”. E credetemi, se tutte le sue ex vi sembrano un branco di cretine che hanno come aspirazione ultima quella di vincere il concorso di “Miss Panchina del Quartiere”, voi non sarete di certo per lui la folgorazione sulla via di Damasco, sicchè, fuggite a gambe levate.

Le ex-fidanzate del maschio alfa non è necessario che si assomiglino le une alle altre ed appartengono in genere al prototipo di “femmina media senza PARTICOLARI turbe della psiche” (perché tanto le” turbe della psiche” ce le abbiamo tutte, signore mie). C’è la carina intellettuale. La bella sensibile. La simpatica intraprendente. Donne che non vivono di sola manicure o di link sull’amore per i gatti domestici. Donne che non hanno passato tutto il tempo della loro relazione amorosa a tappezzargli la bacheca di cuoricini e canzoni dei Modà.

L’uomo-minkia, invece, a seconda che appartenga al genere figa’s dead o a quello dello psicolabile, in passato si è affiancato rispettivamente a due tipologie di donne: le tutti-i-luoghi-tutti-i-laghi e le poracce. Come è facile intuire, al genere delle tutti-i-luoghi-tutti-i-laghi appartengono ragazze di ogni genere, talmente diverse fra loro da far sospettare che il figa’s dead non le scelga con l’ausilio del lancio di una monetina. Il figa’s dead se butta a caso, l’importante è che ‘sta benedetta femmina respiri (ma non escludo a priori che in tempi difficili possa rifugiarsi anche tra le gambe di una bambola gonfiabile). Le poracce abbracciano invece un altrettanto eterogeneo gruppo di femmine, che sostanzialmente comprende le anonime e le signorine-trecciabue: le anonime sono quelle che c’hanno la stessa personalità poliedrica di una biro blu, quelle che non hanno voce in capitolo manco nel giorno del loro compleanno. Lo psicolabile sceglie le anonime perchè fondamentalmente non gli rompono il caizer neanche davanti ai suoi repentini cambiamenti d’umore. Le signorine-trecciabue, che non conoscono il significato delle parole dolcezza e femminilità, venendo giustamente evitate da tutta la restante popolazionepeniena, si prendono a cuore le sorti dello psicolabile di turno, comandandolo a bacchetta tra una dose di Lexotan e l’altra.

F come FASCINO


Il maschio alfa cucca di brutto (avevamo forse dubbi a riguardo?, ndr). Il maschio alfa soprattutto cucca con tutti: con le ragazze, con le nonnette al parco (“com’è gentile lei, giovanotto!”, cit.), persino con i tuoi amici (maschi compresi). Il maschio alfa sprigiona un fascino naturale e senza tempo, in genere dovuto al fatto che, tecniche di seduzione escluse, egli si diverte semplicemente ad essere se stesso. Il maschio alfa non è detto poi che cucchi per un fatto di bellezza o di prestanza fisica: il suo charme passa piuttosto attraverso quello che potrebbe essere uno spiccato senso dell’umorismo, un’innata attitudine alla musica o alla poesia, un’irresistibile senso pratico e dell’organizzazione. Il maschio alfa, che faccia l’architetto o l’idraulico, ha sempre qualcosa da dire e da condividere con il suo interlocutore: egli non sa minimamente cosa significhi fare da tappezzeria.

L’uomo-minkia figa’s dead ha invece lo stesso fascino di una cotoletta fredda del giorno prima: sostanzialmente piace a quelle che non hanno nient’altro da mangiare. Il figa’s dead in pubblico prende in genere le sembianze de il genio della festa, con quello spirito di patata che te fa venì voglia di bere fino al coma etilico. Il figa’s dead non piace manco ai suoi stessi amici, dal momento che “quando si va a ballare insieme a lui, si rimorchiano solo roiti ambulanti”. E te lo credo bene.

L‘uomo-minkia psicolabile, essendo bipolare per definizione, gode in genere di una discreta/buona reputazione nel suo gruppo di amici e nel sociale. Il problema è la sua reputazione con le donne: se da un lato sa affascinarle con la sua allure di uomo misterioso, che-appare-poi-scompare-che-si-concede-e-poi-no-scusa-è-un-momento-difficile, dall’altro, mano mano che lo si conosce per la sua vera natura, è in grado di divenire a tutti gli effetti women-repeller. Che, eccezion fatta per le sopracitate anonime e signorine-trecciabue, a tutte le altre non gliene può sbattere un fico secco di perdere tempo dietro ad uno psicopatico matricolato.

Primo Capitolo