Lettera all’uomo della mia vita. (O al meno “sbagliato” tra tutti.)

Volevo dire all’uomo della mia vita che ho smesso di “cercarlo” tra le notifiche di Instagram ed i like di Facebook. Che se davvero gli piaccio, deve almeno avere il “coraggio” di scrivermi due righe o di chiamarmi al telefono come si faceva ai tempi di Beverly Hills 90210 (possibilmente non con l’anonimo ed il respiro da Psyco, che quello si chiama vintage-stalking).  

Volevo dire all’uomo della mia vita che ho smesso di “cercarlo” in quelle persone che provi a farti piacere a tutti i costi, che l’amore come il sesso sono due cose molto molto elementari, perché nella vita o ci si piace o cicciaChe se ti piaccio e tu mi piaci, prima o poi ci si incontra, ci si bacia e si fa l’amore. E magari poi non ci si lascia più. Che tutto il resto sono storie annoiate, forzate e sbagliate.

“Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano”

Sarà, ma io continuo a credere in quelli che – se ti vogliono sul serio – restano, tra alti e bassi.  (Negli amori formato Rotoloni Regina, capito?)

Volevo dire all’uomo della mia vita di non preoccuparsi, perché saprò riconoscerlo (e sceglierlo) tra gli altri. Perché brillerà per la sua semplicità in questo mondo di persone troppo complicate. Perché saprà distinguersi con lo sguardo e le piccole accortezze. Perché sarà la telefonata al momento giusto (e non quella che si fa desiderare da mesi), la serata per cui varrà la pena ballare (e farsi venire le vesciche ai piedi), la complicità di una risata dopo aver fatto l’amore, una scappatella gusto “ketchup” al fast-food dietro casa. Che l’unica storia che vale la pena vivere è quella in cui nessuno sente l’esigenza di contare chilometri e calorie, di truccarsi o di indossare scarpe lucide (a tutti i costi), di parlare perché si ha paura di rimanere in silenzio.

Che come diceva Mia Wallace in “Pulp Fiction”: “È solo allora che sai di aver trovato qualcuno davvero speciale: quando puoi chiudere quella cazz* di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace.


Volevo dire all’uomo della mia vita che si, è vero che amo Bruce Springsteen e – tra le altre – la sua “Born to run“, ma sia chiaro che io non “corro” dietro a nessuno. A meno che non provi a superarmi mentre siamo in fila al buffet. ‘Sto scemo. 
Che in amore non si corre – né te dietro a me, né io dietro ai cazzi tuoi- in amore ci si viene incontro. Che se proprio dobbiamo correre, facciamolo insieme sul bagnasciuga o per la conquista del cesso alle ore 7 della mattina.
E te lo dico già da ora: o vinco io o vinco io.

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Cancella e riavvolgi.

Come cantavano i The Cardigans: cancella e riavvolgi. Ogni volta che questo film ti sembri un melodramma senza fine,…