Mi sono iscritta a Tinder, ma non è come sembra.

Ok lo confesso: mi sono iscritta a Tinder. O meglio, ero iscritta a Tinder. Ormai non lo sono più da mesi. E a mia discolpa, tengo subito a precisare che la mia permanenza sul social è stata pressapoco come la relazione tra Taylor Swift e Tom Hiddleston: breve, dimenticabile e (totalmente) inutile. Ora, la prima domanda che sorgerà indubbiamente spontanea a molti tra voi, immagino sia la seguente: “Come c’è finita una ragazza carina, simpatica ed intelligente come te su Tinder?” (…)Era, amici, ok? “C’era finita”: ora non ci sono più. Ve l’ho già detto, no?

Ad ogni modo, è stata tutta colpa della disperazione. La d-i-s-p-e-r-a-z-i-o-n-e. E non mi riferisco ad una “disperazione della serie “Oh mio Dio, passerò il resto della mia vita single ed abbandonata come un calzino spaiato dopo la lavatrice!” (ok, magari ammetto di averlo pensato durante la mia fase blues post-ovulatoria…), ma ad una cosa tipo “Dove diavolo si sono cacciati i maschi fighi ed intraprendenti?” (è vero, ho omesso i requisiti “single, attraenti, simpatici, intelligenti, no psyco“, ma insomma…era sottinteso). Sarà che avendone ormai abbastanza degli uomini che normalmente calamitano nel mio raggio d’azione (leggi, “fidanzati/sposati che ce provano” o “single equipaggiati né di beltà né di personalità”), e testimone (indiretta) di incontri su Tinder che si sono concretizzati in relazioni o addirittura in fiori d’arancio, mi sono detta che – in fondo – non mi costava nulla provare. “Se va, va, e sennò se famo due risate.” Ovviamente sono finita per farmi due risate insieme alle amiche. E come te sbagli!

Ma andiamo con ordine.

Il profilo

Che non avessi ben chiaro lo spirito dell’utente medio di Tinder, lo si era capito già dalle mie procedure d’iscrizione al social. Decido infatti di mettere come immagine profilo un mio selfie in cui sorrido e non lascio intravedere nulla al di sotto del mio collo (cioè una roba tipo le teste di marmo che ritrovano negli scavi della Metro C), e subito dalla regia (conoscenze maschili “istruite in materia” a cui chiedo consiglio, ndr) mi fanno notare che una sola foto non è sufficiente: su Tinder c’è bisogno di far vedere pure, che so, un po’ di coscia o un po’ di falda tettonica, tanto per rassicurare gli aspiranti pretendenti sul fatto che tu non sia Godzilla con il faccino di Lolita. Un po’ combattuta, alla fine mi convinco a caricare un altro paio di foto, in cui all’epoca costrinsi il malaugurato compagno di viaggio (quasi sicuramente un ex) ad inquadrarmi dal basso verso l’alto (Barbara D’Urso docet) ed in giro per il mondo. Sempre sorridente ed ultra-vestita, chiaro. Tutto questo per rimarcare il seguente messaggio: non sono un minotauro, non ho paura degli aerei, “se mi tagli i piedi in foto, ti lascio”. Il che, onestamente, mi sembrava un curriculum di tutto rispetto.

Ben presto mi accorgo che la biografia permette di inserire qualche informazione in più, ma dal momento che mi vengono in mente solo cose che farebbero scappare qualsivoglia maschio medio, decido di puntare tutto sul fascino misterioso di una biografia rigorosamente “muta”. Un po’ come Beyoncé su Instagram. Dunque, ricapitoliamo: carina, sorridente, non è un minotauro, viaggia abbastanza e non utilizza frasi di Coelho a cazzo. Daje. Ci siamo. I’m a fottuitissima catch! Dal momento che Tinder dà anche la possibilità di collegare il proprio profilo Instagram (col caizer valzer, caro Tinder!) o una playlist di Spotify, da amante della musica, decido di sfruttare questa ultima opzione per aumentare la potenza del mio filtro “compatibilità” e calamitare l’attenzione del maschio giusto. Scelgo allora di caricare un pezzo rock anni ’80, tanto per assicurarmi di scoraggiare tutti i fan di Don Omar.

Le impostazioni del motore di ricerca

All’inizio ho avuto come l’impressione di navigare su ASOS: così come infatti ti è possibile ricercare l’abito perfetto raffinando i filtri del motore di ricerca (“lo vorrei midi, color pesca, taglia M“), su Tinder puoi fare una cosa molto simile (peccato solo non poter impostare dapprincipio il filtro per eccellenza, ovvero, “più bello che problemi non ha“, ma probabilmente, se così fosse, avrebbe chiuso i battenti già da un pezzo). Di primo acchito, mi sembra un gioco da ragazze: imposti il sesso di tuo interesse, il range d’età a te consono, la distanza in km (!) e – ora sinceramente non ricordo – forse c’è pure qualcosa sulla lingua e gli hobbies bla bla bla, ma non ne sarei così sicura. Illusa di poter essere finalmente padrona della piazza a mio piacimento, manco fossi Donna Patrizia a Secondigliano, imposto le opzioni di ricerca, come vorrei fare ogni volta che esco il sabato sera, per non ritrovarmi circondata dai soliti casi umani. Disumani, pardon.

Sesso? “Maschile. Ahimè.”

Età?  “Mmmmh…sono combattuta. Le annate 88-89 sono contemplate tra le piaghe d’Egitto, è vero, ma onestamente non me la sentirei di tagliare fuori una così grande fetta di popolazione maschile. Il 1987, beh…è il 1987. Ed il 1986, è pur sempre il 1986. Lo so. Chernobyl. Se la maggior parte di loro c’ha il cervello formato raviolo, è stata tutta colpa di Chernobyl. Ed anche un po’ delle madri. E delle battute sul Cucciolone. Vabbè, comunque, ho capito: buttiamola in caciara, che sennò non se ne esce più.” E allora decido di trovare il punto di incontro tra Pryanka Chopra e Maria De Filippi: 26-40 anni. Senza tenere in considerazione tutti gli altri disastri ambientali, sociali e di costume avvenuti prima e dopo Chernobyl. (Inutile dirvi che progressivamente il range di azione si è spostato a 28-38, poi a 30-35, infine a 3…ok basta ciao chiudo tutto).

Distanza km? Fortemente tentata di selezionare l’opzione “verso l’infinito ed oltre” (per il sosia di Matthias Schoenaerts sarei disposta pure a comprarmi 10 carnet viaggi su volo Air Cuba operato da RyanAir con scalo tecnico a Timbuctù, ndr), alla fine torno con i piedi per terra e mi dico “Sono auto-munita: entro il raggio di 30 km e sto.” Onesta, dai.

(Continua…)

La prima parte di questo sensazionale #ProvatoPerVoi finisce qui. Se vi è piaciuto, spolliciate like e restate in attesa della prossima puntata.