Prima di andare via.

*Prima di andare via.*

Ci sono viaggi che diventano delle vere e proprie piccole benedizioni: ti si spalancano davanti quando ne hai il più disperato bisogno. Quando senti che tutto sta cambiando – anche tu – e quei giorni che trascorrerai lontano dalla tua “comfort zone” non potranno che esserti d’aiuto per capire in quale direzione stia soffiando il vento. Sempre che tu non preferisca continuare a non capirci un emerito ca**o, certo.

E non saprei dirti poi se tutto ciò accade perché li abbiamo rincorsi fino al punto da farli diventare realtà o se invece sono stati loro a venirci incontro: per una volta nella mia vita non sento però la necessità di avere risposta o spiegazione alcuna. Preferisco godermi il mistero che elettrizza l’aria prima di quello che si preannuncia essere un grande viaggio.

Prima di andare via, mi assicurerò di avere con me tutto quello serve, tipo: lo spazzolino (questa volta farò di tutto per non dimenticarlo, lo giuro), un paio di sneakers di ricambio, il caricatore del cellulare, i documenti di viaggio. Farò in modo di avere con me i classici intramontabili del “non si sa mai”, vedi: un jeans lungo, un k-way, un paio di slip alla Dita Von Teese. Mi costringerò a lasciare a casa libri del tipo “Come capire gli uomini e altri superpoteri mai pervenuti”, quel vestito mai messo negli ultimi due anni e – per carità – la (tristissima) crema anti-cellulite.

Augurerò la cacarella a fischio a quelli che stabiliscono peso e dimensioni dei bagagli per le compagnie aeree, giusto il tempo di realizzare che magari anche questo è una sorta di esercizio zen per imparare ad eliminare il superfluo e a portare dietro solo lo stretto necessario. Non crediate però che vi dica “grazie”, miei cari: otto kg di bagaglio a mano sono (e restano) un crimine contro l’umanità femminile. Che cavolo ci vuole a costruire aerei più capienti, io boh non lo so.

Prima di andare via, mi guarderò indietro poco prima di chiudere la porta alle mie spalle ed in quel nano secondo che precederà il decollo. Lo farò solo per tenere bene a mente chi sono (stata, soprattutto negli ultimi mesi) e chi non voglio più essere (piccola creatura ferita dagli eventi, talvolta ingrata e cieca verso tutto quello che ha). Passerò in rassegna le battaglie vinte, le grandi lezioni di vita imparate, la sicurezza conquistata negli ultimi anni: le porterò con me ben cucite sul petto. Cercherò poi di volare leggera: lascerò a terra le ultime delusioni, i sensi di colpa, il dolore, le paure, i pregiudizi, le cose irrisolte e le cose incasinate di brutto. Le persone a cui non vai ma bene e quelle che non hanno capito niente: au revoir gloriose teste di legno, statemi bene.

Prima di andare via, ripasserò il programma di viaggio: mangiare (cibo buono e sapori nuovi), fotografare (luoghi fantastici, possibilmente con la reflex, ed i momenti migliori con un battito di ciglia),  camminare (fino ad avere le gambe stanche e gli occhi stracolmi di bellezza), dormire (a patto di godermi almeno un’alba e le luci di ogni notte), sorridere (tanto), usare il telefonino solo se necessario (avendo cura di bandire i social: foto di Elisabetta Canalis in costume e frecciatine degli ex…don’t kill my vibes!), ballare (come se nessuno stesse guardando), amare (ogni cosa).

Porterò con me soprattutto quel vuoto divenuto voragine negli ultimi mesi: ora so che si è fatto strada non per uccidermi ma per lasciare spazio a tutto quello che verrà. Ci butterò dentro emozioni ora alla rinfusa ed ora filtrate, piccole gemme rare e nuove radici, certezze attese e battesimi di fuoco. Ci costruirò dentro una nuova ala della mia casa, magari riuscirò a spargere qualche seme (non nel senso riproduttivo del termine,  papà stay tranquy) e a farne un bellissimo giardino. Ma mi va bene pure un’aiuola (considerato il mio pollice verde, andrà benissimo un’aiuola).

“A volte, quando ti ritrovi al buio, pensi di essere stato seppellito, ma in realtà sei stato piantato.”

Cresci alta e forte baby, cresci.

Fa’ buon viaggio.

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avrai

AVRAI.

Avrai. Migliaia di scalini da salire, strade da percorrere a fari spenti, luoghi in cui sopravvivere. Avrai giorni bui in…